Ricordo la mattina del 12 Agosto 1944, ero una ragazzina di 15 anni, e come tutte le mattine, dopo aver accompagnato le mucche al pascolo, andai alla messa delle 08.00. Arrivata in chiesa il padre del prete ci informò che in località "Casa della Marianina" erano arrivati i tedeschi.
La notizia ci terrorizzò, poiché "Al Cerro" dove vivevo e vivo tutt'ora, era accampata da 1 settimana la formazione partigiana di Tommaso Ferrari composta da circa 30 partigiani, essi dormivano nella nostra "teggia" alcuni erano del posto, altri provenivano "da via", da lontano, anche da Bologna; erano arrivati da Montefiorino a seguito della famosa battaglia.
Io, Laura Santelli e Gina Santelli corremmo, in preda al panico, a casa per avvisare. Ai partigiani era già nota la notizia, alcuni scapparono ed altri si nascosero nelle macchie vicine. Mi ricordo che al seguito della formazione c'erano 2 donne (uccise, pochi giorni dopo, in località "Gallinaro"), e che vennero buttate dentro alla "Ghigliottina" (profonda fessura nella roccia), armi, una bandiera italiana e degli indumenti per cancellare le tracce della loro presenza.
Con gli occhi sgranati ed increduli da bambina iniziai a sentire i colpi di mortaio e i proiettili che cadevano di fianco a me. Stavano sparando anche da Gaiato. Tutti gli uomini delle famiglie corsero a nascondersi in un rifugio scavato tempo prima sotto terra nel "Campo delle mele" per non essere arrestati e deportati, rimasero solo le donne ed i bambini.
Finito l'assalto arrivarono le truppe tedesche, ci imposero di cucinare 15 galline, altrimenti ci avrebbero uccisi tutti, penso che i nostri animali percepissero la paura, poiché le galline erano tutte accucciate e si fecero prendere senza alcuna difficoltà. Quel tragico giorno venne arrestato e deportato Evaristo Passini. La formazione tedesca si accampò presso Il Cerro.
Durante la notte per sentirsi più al sicuro tutte le donne ed i bambini dormirono assieme e sentimmo spari ed urla, eravamo agghiacciati. Al mattino presto i tedeschi presero alcuni dei nostri covoni di fieno ed incendiarono per rappresaglia, alcune case del Cerro. Mia mamma per paura di perdere tutto buttava ciò che poteva fuori dalla finestra, mi ricordo un secchio che ruzzolò a lungo per il pendio sottostante. Bruciato tutto, rubarono anche un bue e se ne andarono.
Il ritorno dei tedeschi
La tregua durò poco. Verso il 15 agosto tornarono, fu un giorno terribile nella storia di Rocchetta, vennero bruciate tantissime case: Casa Battistella, Il Casino, Poggioluccio, Il Poggio, La Teggia, Il Corneto, Casa Ciocci venne risparmiata per l'intervento del prete Don Boni, ed altre che non ricordo.
Altri ricordi
Di notte dovevamo tenere tutte le luci spente perché passava "Pippo", con questo buffo nome ci riferivamo ad un aereo ricognitore (probabilmente americano) che segnalava dove bombardare di solito dove c'erano luci. Nelle lunghe notti di quell'inverno del 1944/45 molto spesso irrompevano nelle nostre case i tedeschi, tutti vestiti di bianco per mimetizzarsi nella neve.
In tutto questo orrore, ricordo un atto gentile di compassione, mio padre malato scese dalle scale senza sapere che c'erano ospiti inattesi, non fu arrestato, si interessarono invece alla sua salute. Durante una di queste incursioni notturne, Giuseppe Santelli saltò da una finestra alta più di 5 mt., cadde, si rialzò e come un fulmine lo vidi scomparire nella neve.
Nel gennaio del 1945 fummo avvisati che il fronte sarebbe passato dal Cerro, i tedeschi avevano piazzato la loro artiglieria nel "Campo della Chiesa" a pochi metri da casa nostra. Noi fummo costretti a "sfollare", avevamo nascosto in un "Fondo", poi murato le poche cose che avevamo. Il Cerro fu bombardato, molte case distrutte, quando tornammo nella nostra casa mancavano i solai, il legno era stato usato per costruire un rifugio, lo andai a vedere, era bello, mi ricordo che profumava.
In questo periodo anche il grano si ammalò, prese la "morella", le spighe diventavano nere e non si potevano utilizzare. Il poco grano non malato non crebbe a sufficienza e così anche l'erba…… chissà …
Finalmente sentimmo suonare le campane a festa che annunciavano la fine della guerra, era il 25 Aprile 1945.