Un Santuario Millenario
Nel centro di Rocchetta Sandri, attraverso un'antica scala d'arenaria, si giunge in un piccolo ma bellissimo pianoro ove si erge l'oratorio della "Crocetta", dedicato alla natività di Maria (8 Settembre), che è anche chiamato "Oratorio della Madonna delle Grazie".
L'attuale oratorio è stato riedificato ed ampliato nel 1935, mentre l'antico, come risulta dalla scritta sull'architrave della porta della sagrestia, era stato costruito nel 1631 e restaurato nel 1721.
L'antico oratorio era attiguo all'attuale campanile, il quale, secondo vari cenni storici, risulta della stessa epoca. Il santuario era di proporzioni più modeste e aveva tre stanze che molto probabilmente servivano come alloggio di un eremita, che dedicava la sua vita alla preghiera e alla custodia dell'oratorio.
L'Iscrizione sulla Porta Centrale
Un'iscrizione sopra la porta centrale ricorda le varie vicende storiche di quest'Oratorio:
D.O.M.
Santuario dedicato
Alla gloriosa natività di
Maria Vergine
Eretto per devozione
Dalla comunità
Nell'anno 1621
Ridotto a pericolo di cadere
Pel terremoto 1920 e per altre vicende:
Fu riedificato su nuovo progetto
Nell'anno 1935
Ricorrendo il XIX° centenario della Divina
Redenzione
Benedetto con rito solenne assieme all'altare
Fu inaugurato con grandiosa festa
L'8 settembre 1936
Parroco Landi don Rutilio
Decoratore Passini Gioachino
L'Epidemia di Colera del 1855
Nel 1855, una terribile epidemia devastò l'Italia, giungendo sino a Rocchetta. Era il "Morbo Asiatico", volgarmente chiamato "Colera". Dai registri dei morti della parrocchia, risulta che il morbo ebbe inizio l'8 settembre del 1855, con la morte di Ciocci Domenica (di anni 71) e si prolungò per tutto il mese di settembre, terminando con l'ultima morte di colera il 9 ottobre dello stesso anno.
Le vittime di questa tragedia in tutto furono 26 persone. Come specifica ogni singolo atto di morte, anche i colerosi erano assistiti dal parroco (don Domenico Benassi) e tutti ricevevano i sacramenti della confessione, comunione ed unzione degli infermi.
«I loro cadaveri, per evitare la diffusione dell'epidemia, non erano portati in chiesa per le "Solite Esequie" e non venivano sepolti nel cimitero parrocchiale, ma di primissimo mattino, accompagnati dal parroco e dai parenti più ristretti, venivano benedetti e sepolti in luoghi appartati, lontano dal paese abitato.»
Il Voto alla Madonna e il Miracolo
In questa situazione d'immane tragedia e d'immenso dolore la gente di Rocchetta, assieme al parroco, si è rivolta fiduciosa alla Madonna delle Grazie, con funzioni religiose, preghiere, confessioni, comunioni, celebrazioni eucaristiche, perché facesse cessare questo terribile flagello.
La comunità fece allora un solenne "Voto" alla Vergine: se avesse ottenuto dal Signore la grazia di essere liberati dal "Colera", tutta la parrocchia si sarebbe impegnata con promessa solenne per tutti gli anni avvenire di ricordare e ringraziare, con immensa gioia e gratitudine, questa speciale grazia e precisamente l'ultima settimana di settembre d'ogni anno, con preghiere, sacramenti, S.S. Messa e processione.
A questo voto solenne, "immediatamente il Colera cessò" (come riferisce don Rutilio Landi). Fu così che la comunità ricevette quella che credette essere una grazia divina, un intervento miracoloso della Madonna.
La Costituzione del Capitale Perpetuo nel 1856
L'anno seguente (1856), il giorno 7 agosto, presso il notaio Dottor Cesare Cassai, gli abitanti di Rocchetta costituirono un capitale di modenesi £ 1000, messe assieme dalle offerte di tutti i parrocchiani. I frutti annuali (6%) dovevano servire al mantenimento dell'oratorio e per le celebrazioni religiose dell'ultima settimana di settembre.
La somma di £ 1000 fu depositata presso la curia di Nonantola, suddivisa come segue: £ 300 per il Triduo del Voto e £ 700 per il mantenimento dell'oratorio, riparazioni, arredi e cera, investiti in cartelle ("Società Ferroviarie Piacentine") che purtroppo poco dopo fecero fallimento e andarono perdute.
Fondazione nel 1631
L'oratorio originale è costruito con dedica alla Natività di Maria, con restauri nel 1721 e riedificazione nel 1935.
Il Voto della comunità (1855)
Durante l'epidemia di colera, la comunità fa voto di celebrare la Madonna ogni anno se ottenuta la grazia della salvezza.
Capitale perpetuo (1856)
Costituito un fondo di £ 1000 per il mantenimento dell'oratorio e le celebrazioni annuali del voto.
Festa annuale dell'ultimo settembre
Ogni anno, l'ultima domenica di settembre, la comunità celebra la Madonna del Voto con messa, processione e preghiere.
La "Madonna del Voto" nei Secoli
Da allora, al titolo della "Madonna delle Grazie" si è aggiunto ufficialmente "Madonna del Voto" e così l'ultima domenica di settembre è chiamata "La Festa della Madonna del Voto".
Questa festa rappresenta un legame profondo tra la comunità e la devozione alla Vergine, un ricordo perpetuo della sofferenza patita nel 1855, della fede che univa il popolo di Rocchetta, e della promessa mantenuta per oltre 170 anni.
L'oratorio rimane un luogo sacro di culto e devozione, visitato dagli abitanti durante le celebrazioni annuali. La salita attraverso l'antica scala d'arenaria è ancora oggi un percorso spirituale che conduce al piccolo santuario, proprio come è stato per i rocchettesi che salirono con il cuore pieno di speranza e di fede nel 1855.
La Madonna del Voto Oggi