Lo scranaio
Altra figura attesa dalle famiglie di montagna, l'artigiano dalle sapienti mani, che riparava le sedie, intessendole con la paglia —«palera»— questo si fermava a lungo, fintanto che tutte le sedie non fossero state riparate o rifatte. Gli veniva dato vitto ed alloggio per tutto il periodo della permanenza. Per fare le sedie chiedeva legno pregiato e particolare: di frassino, castagno, noce lavorato manualmente. Il più noto si chiamava Ren di origini venete che portava la paglia su una sedia adattata da portare sulla schiena.
Giovannino dalla Busa
Si recava di casa in casa per acquistare i capelli delle donne, venivano divisi a mazzi in base al tipo. Molte persone, per poter avere qualche cosa da mangiare si tagliavano i capelli e li vendevano, che fine facessero non si sa, probabilmente per le parrucche e le bambole di chi possedeva di più.
Gianin dagli ov
Mercante d'uova, le acquistava e rivendeva, il suo motto era: «basta scommerciare o sbaioccare», infatti spesso vendeva a meno di quanto acquistava, molte le rompeva, sicuramente il profitto non era il suo fine, ma il viaggiare sì, l'incontrare persone, lo scambiare pensieri.