I Sandri hanno rappresentato per lungo tempo una delle famiglie più importanti e di riferimento di Rocchetta dalla quale essa prende il suo nome completo: Rocchetta Sandri.
Nonno Domenico e l'epidemia del 1855
Mio nonno Domenico nacque in località "Cerro" nel 1855, ai tempi di Don Rotilio e quando al Cerro esisteva ancora la Rocca di difesa medioevale ed il "Trabucco" — una buca nascosta dove venivano fatte cadere ed uccise le persone cattive (questo da bambino mi raccontavano per tenermi buono).
Quell'anno, il 1855, fu nefasto per la gente di Rocchetta a causa dell'epidemia di Cholera che decimò gran parte della popolazione. Mio nonno era l'ultimo nato di una numerosa famiglia: i suoi fratelli si ammalarono tutti e morirono. La madre, al fine di salvare l'unico figlio che le era rimasto, lo portò alla Rovina Lunga, sotto Gaiato, lo nascose sotto un ginepro ed a piedi, più volte al giorno, da Rocchetta lo andava ad allattare. Fu solo grazie a questo enorme sacrificio che mio nonno sopravvisse.
La Casa Nuova e l'espansione del podere
Diventato adulto si sposò ed ebbe molti figli, 5 maschi e 2 femmine. Al fine di garantire la sussistenza della sua numerosa famiglia vendette il Cerro ed acquistò un podere molto più grande, "La Casa Nuova", dove alcuni discendenti vivono tutt'ora.
La dimensione del podere e la presenza di castagneti era molto importante per l'economia di allora, poiché i campi rendevano poco ed il cibo principale erano le castagne: i balot, le mondine, le castagne essiccate, la farina di castagne.
Una famiglia di agricoltori
In quell'epoca avere tanti figli era una ricchezza sia perché servivano tante braccia per lavorare, sia perché una volta sposati venivano annesse alle terre della famiglia quelle portate in dote dalle mogli. Grazie a questo il podere della Casa Nuova si allargò e giunse a misurare oltre 100 ettari, tantissimi per l'epoca.
I discendenti di questa importante famiglia di agricoltori continuano tutt'ora ad essere molto legati alla loro terra che a tutt'oggi coltivano.