Don Nino Bozzoli Malerba (1920-1976)
Una figura indimenticabile

L'Eredità di Don Nino

Don Nino Bozzoli Malerba (1920 – 1976)
Parroco, educatore e motore di sviluppo per Rocchetta Sandri

I primi anni e la formazione spirituale

Don Nino Bozzoli Malerba è stato un sacerdote, educatore e figura di riferimento per la comunità, la cui missione pastorale è stata caratterizzata da un profondo impegno per lo sviluppo umano, sociale e culturale della popolazione, con un'attenzione particolare verso le realtà montane prive di servizi essenziali.

Nato a San Felice sul Panaro il 19 agosto 1920, maturò una vocazione sacerdotale fortemente orientata all'impegno sociale e pedagogico. Fu Piccolo Apostolo di Don Zeno (fondatore dell'esperienza di Nomadelfia) e prestò servizio come cappellano per diversi anni sia a Modena che a Grosseto. In questo periodo consolidò una visione della Chiesa intesa come guida non solo spirituale, ma anche promotrice del riscatto civile e della dignità dell'«uomo totale».

Il ministero a Rocchetta Sandri (1957 – 1972): innovazione e promozione sociale

Nel 1957 fu nominato parroco di Rocchetta Sandri, piccola e isolata frazione montana abitata principalmente da famiglie contadine. Convinto dell'utilità mediatrice della cultura per superare le disuguaglianze sociali, Don Nino si adoperò con intuizione e tenacia per offrire alla comunità strumenti educativi e formativi all'avanguardia.

Istruzione dell'infanzia e aggregazione

Per i più piccoli promosse un modello educativo orientato alla crescita comunitaria. Tra le sue iniziative si ricordano le proiezioni domenicali di cinema in bianco e nero nei locali parrocchiali riservate ai bambini presenti alla Messa del mattino, la realizzazione di un parco giochi dietro alla canonica attrezzato con 3 altalene ed altre cose varie; dopo la messa distribuiva tra i bambini una galletta ed un pezzo di cioccolato sul quale era scritto "Pontificia Opera Assistenza". Ma soprattutto, la fondazione della scuola materna comunale, un'esperienza quasi unica nell'intero territorio montano. Ospitata inizialmente nella parrocchia, la scuola trovò l'anno successivo una sede in un nuovo edificio dedicato (oggi sede del circolo locale).

L'integrazione di Telescuola e l'istruzione d'obbligo

In Italia l'obbligo scolastico fu esteso alla terza media solo dal 1963. Don Nino aderì tempestivamente al progetto Telescuola, il programma sperimentale della RAI nato nel novembre 1958 in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione basato sia su trasmissioni via etere che da personale docente in presenza.

In un'epoca in cui la televisione era un bene di lusso inaccessibile ai più e le scuole medie statali erano spesso irraggiungibili per i ragazzi della montagna, Telescuola consentiva di seguire i corsi sostitutivi dell'avviamento professionale e della scuola media direttamente via etere. Don Nino trasformò la canonica e i locali parrocchiali in un vero e proprio Posto di Ascolto Teleconfronto (PAT), mettendo a disposizione l'unico apparecchio televisivo presente nel paese. Le lezioni duravano quattro ore al mattino e gli studenti erano assistiti da insegnanti qualificati. Il PAT di Rocchetta assunse una certa notorietà tale che Battista Parenti, uno degli allievi che frequentavano le medie fu invitato a Roma alla RAI alle lezioni mattutine che erano trasmesse dai loro studi e appariva nelle trasmissioni.

Le quattro ore del mattino erano dedicate alle lezioni sulle varie materie ed era presente un'assistente insegnante. Grazie a questa intuizione, numerosi giovani di Rocchetta e delle frazioni vicine di Vesale e Trentino, ottennero la licenza media e l'istruzione obbligatoria, riscattandosi dall'isolamento culturale ed economico.

L'apertura al mondo

Don Nino vide nel cinema uno strumento efficace per lo sviluppo culturale dei giovani. Oltre al cinema per i bambini propose altri due appuntamenti. Il venerdì per gli sposati, il sabato per i giovani e i fidanzati.

Vita comunitaria e radici spirituali

L'impegno sociale e culturale fu sempre affiancato da un profondo rinnovamento della vita di fede. Don Nino rilanciò la devozione alla Madonna del Voto, promuovendo il restauro del relativo oratorio e valorizzando la tradizione del Santo Rosario recitato nelle sere di maggio, che divenne un fondamentale momento di incontro per l'intera frazione.

Don Nino non era comunque una personalità semplice e per quel periodo a volte dirompente. Vestiva in borghese ben prima che il Concilio Vaticano II lo autorizzasse. Grande fumatore di sigarette di "trinciato semplice" che si faceva da solo. Molto diretto, poco incline alle tradizioni che non condivideva, fu un parroco di rottura non sempre apprezzato in un piccolo e chiuso paesino di montagna. Provocò grande scalpore la sua decisione di eliminare la balaustra di marmo pregiato che separava l'altare dai fedeli, interpretando in questo modo le indicazioni di apertura date dal Concilio. D'altro canto il cambiamento che impresse al paese fu tale che non poteva che avere un attore forte.

Gli ultimi anni e l'eredità della memoria

Nel 1973 lasciò la comunità di Rocchetta Sandri per assumere la guida della parrocchia di San Matteo (MO). Qui proseguì il suo ministero integrando la "Pedagogia Divina" con le scienze umane e la catechesi rinnovata, fino alla scomparsa, avvenuta l'8 giugno 1976 all'età di 55 anni.

A testimonianza della gratitudine della comunità e del profondo segno lasciato nel tessuto sociale del paese, a Rocchetta Sandri gli è stata intitolata una via situata proprio a fianco dell'oratorio che egli stesso aveva contribuito a ristrutturare e far rivivere.

La vita di Don Nino

19 agosto 1920

La nascita

Nasce a San Felice sul Panaro (MO). Matura una vocazione sacerdotale orientata all'impegno sociale e pedagogico.

Anni '40 – '50

Piccolo Apostolo di Don Zeno

Viene formato nell'esperienza di Nomadelfia. Presta servizio come cappellano a Modena e Grosseto.

1957

Parroco a Rocchetta Sandri

Viene nominato parroco della piccola frazione montana. Inizia il suo impegno per l'istruzione, la formazione e lo sviluppo della comunità.

1958

Telescuola, Scuola Materna e Cinema

Fonda la scuola materna comunale, trasforma la canonica in un Posto di Ascolto Teleconfronto per la licenza media e apre il cinema come strumento di crescita culturale per giovani e adulti.

1972

Lascia Rocchetta Sandri

Dopo 15 anni di ministero, si trasferisce alla parrocchia di San Matteo (MO).

8 giugno 1976

La scomparsa

Si spegne all'età di 55 anni. La comunità di Rocchetta Sandri lo ricorda come maestro illuminato e pastore devoto.