Le Origini e le Fonti Documentali

La Chiesa Parrocchiale di Rocchetta Sandri, intitolata a San Giovanni Battista — protettore del paese, celebrato il 24 giugno — ha origini molto antiche. Un riferimento ad essa compare per la prima volta nelle Rationes Decimarum del XIII secolo, da cui desumiamo che si trattava di una chiesa dipendente dalla pieve di Fanano.

La chiesa figura poi nel 1335 in una decisione della Sacra Rota e nel 1363 in una collazione della rettoria dell'Ospitale di Fanano fatta dall'abate di Nonantola. Questi documenti testimoniano l'importanza spirituale e amministrativa del luogo già nel Medioevo.

Il Complesso Architettonico

La chiesa parrocchiale sorge in posizione isolata sulla strada che sale al vicino agglomerato di Rocchetta. Gli edifici annessi — campanile, canonica e una vera e propria corte rurale attestata sul fianco meridionale della chiesa — formano un complesso edilizio unitario che caratterizza il paesaggio di mezzacosta di Rocchetta Sandri, frammentato in nuclei edilizi di una certa dimensione.

La Facciata e il Portale Rinascimentale

L'edificio attuale risale al 1553, come attesta la data incisa sul portale laterale.

La facciata è essenziale, con parete contornata da due lesene d'angolo appena accennate, sulla quale risaltano unicamente il portale e il rosone. Il portale è decorato con fregi rinascimentali, elemento di raffinata lavorazione che contrasta piacevolmente con la sobrietà dell'insieme.

«La semplicità della facciata non prepara il visitatore alla sorpresa dell'interno, dove la concezione spaziale quattrocentesca si rivela in tutta la sua eleganza.»

L'Interno: la Volta a Botte e le Cappelle

L'interno sorprende per la concezione spaziale di impostazione quattrocentesca. L'impianto è a sala allungata coperta da una volta a botte scandita da cinque archi, che conferisce all'ambiente un ritmo solenne e misurato.

Nella sala si aprono due cappelle laterali centrate sotto le lunette, che un tempo contenevano due pregevoli dipinti raffiguranti San Stefano e Sant'Antonio. Di notevole interesse è anche il mobile del XVIII secolo presente in sacrestia, testimonianza dell'artigianato locale di pregio.

Il Battistero Ligneo e gli Elementi Scultorei

L'altare di sinistra è preceduto, verso l'ingresso, da una nicchia di proporzioni minori che custodisce uno dei pezzi più preziosi dell'intera chiesa: un battistero ligneo in forma di tempietto a pianta centrale, di chiara ascendenza bramantesca.

Quest'opera in legno intagliato, con la sua planimetria centrale e le sue proporzioni armoniose, rappresenta un raro esempio di scultura architettonica applicata all'arredo sacro nell'Appennino modenese.

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Portale con fregi rinascimentali

Il portale laterale, datato 1553, è decorato con fregi rinascimentali scolpiti in pietra locale, unico elemento ornamentale sulla facciata altrimenti sobria.

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Volta a botte a cinque campate

La copertura interna in volta a botte, scandita da cinque archi trasversali, richiama modelli architettonici del Quattrocento toscano-emiliano.

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Battistero ligneo bramantesco

Tempietto a pianta centrale intagliato nel legno, di ispirazione bramantesca: un unicum nell'area del Frignano per qualità esecutiva e concezione spaziale.

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Acquasantiera in arenaria

L'acquasantiera della porta laterale, scolpita in arenaria nella tipica forma a bacinella incastrata nel muro, potrebbe derivare dalla chiesa primitiva pre-1535.

Il Legame con la Chiesa Primitiva

La chiesa attuale, costruita nel 1553, sorge sulle rovine della chiesa primitiva, distrutta nel 1535 per ordine del commissario ducale Zanelli come ritorsione per la partecipazione degli abitanti al Sacco di Sestola. Alcuni elementi dell'edificio attuale potrebbero essere recuperi da quella chiesa medievale documentata già nel XIII secolo.

L'acquasantiera della porta laterale — scolpita in arenaria con la tipica forma a bacinella incastrata nel muro — è forse l'elemento più significativo di questa continuità: un manufatto che potrebbe risalire alla chiesa primitiva e che fu preservato nella ricostruzione rinascimentale, testimonianza tangibile del legame tra le diverse fasi storiche dell'edificio.

La chiesa del 1553 rappresenta dunque non solo una rinascita spirituale e materiale della comunità di Rocchetta dopo la distruzione, ma anche un ponte tra il passato medievale e il Rinascimento, in cui elementi antichi convissero con la nuova architettura.

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